Si pubblica il “Patto per la condivisione del rischio”, redatto in ottemperanza all’Ordinanza del Ministero della Salute del 08.05.2021. Insieme, vengono pubblicati i moduli allegati.

Patto per la condivisione del rischio

L’emergenza da Covid 19 ha sottoposto tutte le strutture assistenziali ad uno stress improvviso e non ponderabile. Per evitare che il virus entrasse nei locali della Fondazione Santa Maria Goretti e colpisse i soggetti più deboli della nostra società, è stato necessario operare con la massima cautela e mettere in campo ogni energia ed ogni strategia possibile. Un obiettivo a dir poco vitale che ad oggi siamo riusciti a raggiungere, registrando nessun caso di Covid nella nostra Residenza Protetta per Anziani ed avendo portato a termine la vaccinazione di tutti gli ospiti e tutto il personale nel più breve tempo possibile. Non è stato facile ed ha richiesto un’attenzione ed una cura estrema da parte degli operatori tutti ed una scelta difficile, quale quella di anticipare l’interruzione temporanea delle visite dei familiari agli ospiti, che per un certo periodo, nel momento più rischioso della pandemia, hanno potuto comunicare con l’esterno solo in via telematica. È stato un impegno gravoso per tutti gli ospiti e per gli operatori, a cui va il nostro sentito ringraziamento per l’encomiabile professionalità messa in campo e per la immancabile premura nei confronti degli ospiti, e parenti tutti.

Già prima dell’emergenza Covid, la Fondazione aveva deciso autonomamente di aumentare i minutaggi di assistenza oltre quanto stabilito dalla legge, e inserito anche il turno infermieristico notturno, in modo da avere una copertura h24, proprio in considerazione delle condizioni di salute sempre più precarie degli ospiti e degli aumentati bisogni assistenziali.

Nel corso dei mesi, pur essendovi stato un forte turnover di infermieri, si è sempre riusciti a garantire l’assistenza infermieristica necessaria fino ad arrivare al periodo più critico della pandemia. Da fine marzo 2021, infatti, la Residenza Protetta di Corinaldo ha subìto una grave riduzione del personale infermieristico, dovuta principalmente alla notevole e inedita domanda di infermieri del Sistema Sanitario Nazionale e quindi alle conseguenti procedure di assunzione nella sanità pubblica.

Fin dal manifestarsi di questa grave situazione, assieme ad altre realtà del territorio, la Fondazione ha rivolto un appello alle istituzioni per denunciare i rischi della carenza di infermieri (nota da tempo ma oramai a livelli critici), sollecitando con la massima urgenza un intervento per tutelare gli organici infermieristici delle nostre strutture, come pure l’avvio rapido di percorsi di formazione per figure specializzate.

Un appello che nel concreto ha visto la Fondazione sollecitare contestualmente anche la cooperativa assegnataria dei servizi assistenziali e responsabile del personale, che non è riuscita in alcun modo a reperire infermieri su tutto il territorio nazionale.

Ciononostante, per fronteggiare la crisi la Fondazione ha attinto alle proprie disponibilità economiche per offrire un significativo contributo economico al personale infermieristico da marzo a fine dicembre 2020, poi ripristinato nuovamente da inizio marzo 2021.

Tali misure non sono state comunque sufficienti ad arrestare quello che è stato un vero e proprio “esodo” verso il Sistema Sanitario Nazionale o altre situazioni delle diverse figure infermieristiche le quali hanno legittimamente scelto di cogliere opportunità diverse.

È stato quindi necessario bloccare i nuovi ingressi in Residenza Protetta ed è stato attivato ogni percorso possibile per risolvere l’emergenza con contatti costanti con il Comune, la Cooperativa, l’Asur, ATS e altre Fondazioni per riuscire a ripristinare il personale infermieristico quanto prima. Grazie anche alla disponibilità dimostrata dell’infermiere Responsabile di Struttura, la quale ha si è adoperata per entrare in turno, si è riusciti a tamponare parte della criticità.

Grazie alla continua sinergia con le diverse Istituzioni coinvolte, allo stato attuale sono state avviate delle collaborazioni con altre Fondazioni ed Asur che permetteranno alla Residenza Protetta di garantire i minutaggi di assistenza previsti per legge fino alla risoluzione della criticità e all’individuazione di nuovi infermieri da assumere in pianta stabile.

Questo comunicato si è quindi reso necessario anche per smentire voci ed illazioni infondate che hanno creato allarme fra i parenti degli ospiti e gli operatori stessi. La Fondazione ha sempre lavorato per evitare soluzione drastica (ossia il trasferimento degli ospiti presso altre strutture, paventato da alcune istituzioni) ed ha sempre informato i familiari della situazione e dei possibili sviluppi.

Il 15 aprile scorso, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona ha dato avvio alla fase di progettazione preliminare incaricando un team di tecnici e professionisti per redigere un progetto di recupero edilizio ed architettonico che riguarderà non solo la Villa e i suoi annessi, ma anche il suo prezioso parco.
L’obiettivo che ci si è prefissati è quello di ricavare all’interno del complesso gli spazi necessari alla realizzazione della nuova Casa Protetta per disabili gravi, già esistente a Corinaldo, e di un nuovo centro semiresidenziale per persone anziane affette da Alzheimer.
La Villa, con la sua architettura e la natura che la circonda, potrà svolgere un ruolo attivo nella cura delle persone che vi risiederanno contribuendo a dare ai suoi ospiti spazi non solo funzionali alle rispettive esigenze ma accoglienti e confortevoli, un’architettura “terapeutica” quindi, capace di migliorare il benessere psicofisico di chi la vive.
La destinazione, individuata attraverso una serie di approfondimenti portati avanti nel tempo con il Comune di Corinaldo e il prezioso coinvolgimento dell’Ambito Territoriale Sociale di Senigallia e l’ASUR, avrà lo scopo di organizzare il territorio per fornire una risposta adeguata al crescente bisogno di servizi tra la popolazione ed a quelli emergenti, tenuto conto dell’andamento demografico dell’entroterra senigalliese.
Comunicato stampa congiunto tra:
Fondazione Santa Maria Goretti – Servizi alla Persona
Comune di Corinaldo

A tre settimane di distanza dalla prima somministrazione, oggi pomeriggio gli anziani e gli operatori della Residenza “S. Maria Goretti” hanno ricevuto la seconda dose del vaccino anti Covid-19. La Struttura è stata, quindi, immunizzata.

Entrambe le somministrazioni si sono svolte con successo e con grande professionalità da parte di tutti. Nelle prossime ore gli anziani verranno sorvegliati in maniera speciale per monitorare la comparsa delle eventuali reazioni che la seconda dose del vaccino può scatenare, quali ad esempio febbre, stanchezza, dolori articolari e muscolari.

La macchina organizzativa ed operativa ha dimostrato davvero efficienza, competenza ed elevata capacità di interazione tra Fondazione ed ASUR.

Per questo motivo è doveroso ribadire le attestazioni di stima già espresse al Coordinatore di Struttura, Dott.ssa Virna Valori, alla Responsabile dei Servizi, Dott.ssa Nicoletta Catani, ed a tutto il personale che ha dato dimostrazione di estrema serietà, professionalità e collaborazione.

Un grazie sincero al Direttore del Distretto di Senigallia Dott. Marini, al Coordinatore dell’ATS n. 8 Dott. Mandolini, al Dirigente del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Senigallia Dott. Izzicupo ed a tutta l’equipe medica e sanitaria per aver fatto dono alla nostra Struttura delle loro competenze e capacità in questa fase singolare delle nostre esistenza.

Si è svolta, nel pomeriggio di mercoledì 20 gennaio, la somministrazione della prima dose del vaccino anti Covid-19 della Pfifzer a tutti gli anziani ed a tutto il personale della Residenza per Anziani S. Maria Goretti.

La distribuzione è avvenuta con il prezioso supporto dei medici e degli infermieri dell’ASUR, sotto l’accurata supervisione del Direttore Dott. Alessandro Marini; a coadiuvare i sanitari vi era il personale interno della Struttura.

L’evento ha richiesto un’attenta e dettagliata organizzazione, tanto che i Responsabili della Struttura hanno partecipato anche a specifici momenti di formazione. La scrupolosa preparazione, attenta in ogni particolare e impeccabile nell’approntamento delle necessarie pratiche burocratiche, ha fatto si che la giornata si svolgesse senza intoppi ed in perfetta armonia tra le varie figure professionali che sono intervenute nella vaccinazione. In tutto sono state somministrate 125 dosi; tra tre settimane avverrà il richiamo.

La distribuzione del vaccino, quindi, è avvenuta con profondo impegno, zelo e estrema professionalità da parte di tutti.

Con grande piacere, inoltre, siamo venuti a conoscenza che la nostra Residenza è stata la prima del territorio a ricevere le dosi di vaccino.

Un grazie all’ASUR per il lavoro svolto, l’efficienza nella somministrazione delle dosi ed il supporto.

Un riconoscimento sentito va riservato al Coordinatore di Struttura, dott.ssa Virna Valori, per aver organizzato e condotto con estrema diligenza e competenza questo momento storico, che ricorderemo per molti anni. Un ringraziamento va, inoltre, rivolto al Responsabile del personale, dott.ssa Nicoletta Catani, ed agli operatori che si sono resi disponibili a collaborare per distribuire con efficienza il vaccino.

Un grazie particolare, ancora, va a tutto il personale per aver aderito alla vaccinazione, nessuno si è tirato indietro.

Per celebrare l’occasione si è voluto lasciare un segno: nel giardino è stata creata un’aiuola a forma di primula per richiamare il logo ministeriale della campagna vaccinale; l’ornamento è composto da tante primule quante sono state le dosi di vaccino somministrate nella Residenza; un fiore dedicato ad ogni anziano e ad ogni operatore!

 

Cari amici,

mentre il 2020 sta volgendo al termine vorrei condividere con voi alcuni pensieri.

Quest’anno particolare ha impresso un segno profondo nelle nostre memorie, ci lascerà il ricordo di un tempo vissuto interamente all’ombra di un virus, il Covid; un essere così minuto, invisibile, impalpabile, ma quanto mai evidente nelle nostre giornate. Ci ricorderemo di un anno di limitazioni alle normali libertà quotidiane, di pesanti restrizioni, di provvedimenti continui e, a volte, confusionari. Pensando al 2020 faremo memoria del dolore che ha generato, della sofferenza, dell’ansia e persino della morte solitaria di tante, troppe persone.

Ebbene, un essere microscopico è stato capace di tenere un mondo intero in ostaggio per un anno e noi, gli onnipotenti umani, ci siamo fatti trovare impreparati!

L’esperienza vissuta deve necessariamente farci riflettere e spronarci a rivedere i pilastri su cui è costruita la nostra società.

Innanzi tutto abbiamo capito che esiste un limite, una soglia che la natura pone alle nostre vite e con la quale dobbiamo confrontarci. Abbiamo avuto l’occasione di riconsiderare l’essenzialità dell’esperienza umana e di riscoprire che le piccole cose quotidiane sono l’origine della felicità. C’è stato svelato il valore delle relazioni umane, da quelle familiari a quelle amicali e, magari, c’è stata data l’opportunità di riorganizzare anche qualche aspetto distorto della nostra vita sociale.

Questo virus ha, poi, mostrato tutta la fragilità di un mondo costruito su un’idea di economia meramente profittevole e consumistica.

Fin da oggi, ciascuno di noi ha la responsabilità di scardinare questo meccanismo e riprendere a gettare le basi per una società più equa, giusta e solidale; una società capace di porre attenzione alle fragilità (fisiche, psichiche, esistenziali); c’è stata offerta l’occasione per riscoprire che la scuola pubblica, la sanità pubblica e le prestazioni connesse, i servizi alla persona e tante altre prestazioni offerte da questo Paese sono elementi preziosi da far crescere e non più bersaglio di provvedimenti che ne minano la loro dignitosa sopravvivenza.

Quest’anno, forse, vivremo un Natale autentico, un momento di vera semplicità. Probabilmente sarà un bene per ciascuno di noi, sia cristiani che di altre confessioni o non credenti. Coglieremo ancora una volta una lezione di vita, di essenzialità e di speranza.

Non lasciamoci sfuggire, quindi, una preziosa occasione di meditazione per far sì che emergano le componenti necessarie per ricostruire una società differente, per affrontare una rinascita sociale, sanitaria, culturale, lavorativa, imprenditoriale, ecologica, artistica e di numerose altre cose. Una società che rigetti l’obiettivo esclusivo del profitto, ma renda l’economia lo strumento per raggiungere gli scopi reali di una comunità (l’accesso equo ai servizi, il lavoro, l’uguaglianza dei diritti, la giustizia sociale, la garanzia per tutti di realizzare le aspirazioni personali, ecc…).

Insomma, il 2021 sia un anno di ricalcolo della meta verso cui vogliamo dirigere la nostra società. Una luce importante si vede dal tunnel in cui il virus ci ha condotto, ovvero i vaccini che speriamo arrivino presto per tutti. Dobbiamo avvertire il desiderio comune di rifondare la nostra comunità. Siamo cittadini intelligenti, inventivi, forti e, sono certo, che anche stavolta troveremo una soluzione originale, all’italiana.

A tutti voi, cari auguri di buon Natale e sereno 2021!

Un augurio sincero e sentito a tutti gli operatori della nostra preziosa Residenza per Anziani “S. Maria Goretti” che ogni giorno si dedicano con solerzia al loro servizio!

Federico Piersanti

Nei giorni scorsi la Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona è stata bersaglio di informazioni inesatte e fuorvianti, diffuse con eccessiva superficialità. Infatti, si è confusa la nostra Residenza per Anziani “S. Maria Goretti” con la RSA gestita dall’ASUR Marche – Distretto di Senigallia, dove si sono riscontrati purtroppo diversi contagi da Covid-19.

Il caso ha lecitamente scatenato la preoccupazione dei familiari di tutti i 77 ospiti accolti nella Struttura, tanto che i Responsabili hanno dovuto trascorrere intere giornate al telefono per chiarire la situazione e fornire aggiornamenti puntuali sullo stato delle cose.

L’incresciosa vicenda mediatica, che ha raggiunto persino i media nazionali, ha avuto un impatto considerevole sulla Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona che gestisce la Struttura e che nulla centra con la RSA e la sua conduzione. Gli Amministratori dell’Ente temono che il fatto possa avere ripercussioni significative anche sui nuovi approcci alla Residenza per Anziani, causando una possibile interferenza con le domande di ingresso alla Struttura; pertanto, si confida nel buon senso delle persone e ci si auspica che possano comprendere fino in fondo l’estraneità della Fondazione al focolaio di Covid-19 di cui si è discusso nei giorni scorsi.

È giusto, tuttavia, dimostrare la piena solidarietà dell’Ente alla RSA che sta vivendo questa fase complessa, a tutto il suo personale, ai suoi ospiti ed i loro familiari.

A corredo di quanto sopra, si comunica che il 17 e il 18 dicembre nella Residenza per Anziani “S. Maria Goretti” si ripetevano i tamponi molecolari naso-faringei sugli ospiti e sul personale, come accade ogni quindici giorni. Già sabato 19 dicembre sono arrivati i referti, da cui si evince l’esito negativo di tutti i tamponi.

Questo risultato conferma la bontà del lavoro svolto dalla Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona per prevenire il contagio da Covid-19, l’efficacia dei protocolli elaborati e delle misure cautelative assunte già da tempo. I provvedimenti adottati, infatti, si sono distinti per la rigidità e la tempestività, mai eccessivi e sempre opportuni.

Certamente la situazione è molto complessa e il rischio di contagio c’è in ogni momento, per questo l’Ente continuerà a lavorare con estrema attenzione e a proporre ogni accorgimento volto a tutelare la salute degli anziani ospiti e del numeroso personale che opera presso la Struttura.

Hanno preso il via, nei giorni scorsi, i lavori di riqualificazione del cortile della Comunità “Il Cedro” situato tra Via S. Maria Goretti, Via del Teatro e Piazza S. Pietro.

La struttura, di cui il cortile è pertinenza e che attualmente ospita una comunità mamma-bambino, è più conosciuta dagli adulti corinaldesi come “ex asilo”, poiché nei decenni scorsi accoglieva per l’appunto l’asilo infantile degli IIRRBB. Tuttavia, l’elemento più identificativo del luogo è, senza dubbio, il monumentale Cedro del Deodara che si presenta con tutta la sua maestosità ed eleganza sia in altezza che in larghezza, occupando gran parte dello spazio libero circostante.

Dopo moltissimi anni, su quell’area la Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona ha deciso di procedere con un importante intervento di riqualificazione. I lavori, finanziati con le risorse proprie di bilancio, riguarderanno:

  • il risanamento della cinta in muratura esistente con la sostituzione dell’attuale recinzione in ferro;
  • la realizzazione di un piazzale a gradonata in pietra arenaria (piccolo anfiteatro) a ridosso del fabbricato.

Nello studio progettuale degli interventi si è posto l’obiettivo di eseguire un risanamento conforme alle caratteristiche tipologiche del centro storico cercando di valorizzare maggiormente il luogo.

In particolar modo, la sostituzione della recinzione risalente agli anni ’50, renderà il cortile più armonioso con le architetture del contesto circostante.

Oltre alla riqualificazione, la Fondazione si è posta un altro rilevante obiettivo, ossia quello di rendere l’area un luogo di incontro ed integrazione tra la comunità corinaldese e quella accolta dalla struttura adiacente; si pensa già a rendere fruibile al pubblico, soprattutto ai bambini, il cortile con modalità ben precise per favorire le occasioni di aggregazione.

 

Nel Consiglio Comunale del 30 novembre 2020 è stato votato, da maggioranza e minoranza insieme (con un solo astenuto), un documento politico approvato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione S. Maria Goretti – Servizi alla Persona su Villa Cesarini, in cui si prevede il recupero della stessa a carico della Fondazione. Tale atto ha ufficialmente sancito l’avvio di questo importante percorso.

Nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 novembre scorso è stato approvato all’unanimità, prima dal Consiglio della Fondazione “S.Maria Goretti-Servizi alla Persona” poi dall’Amministrazione, maggioranza e minoranza insieme (un solo astenuto), un documento politico su Villa Cesarini.

«Un documento politico che prevede il recupero di Villa Cesarini a carico della Fondazione stessa e che ha ufficialmente sancito l’avvio di questo percorso. Durante il Consiglio, inoltre l’Amministrazione ha richiesto un ulteriore elemento di concretezza: costi e tempi di realizzazione- racconta il sindaco Matteo Principi- Il degrado di Villa Cesarini rappresenta un elemento di negatività per la nostra comunità e siamo consci di non aver dato un grande esempio negli anni: chiediamo ai cittadini di prestare massima attenzione alle loro proprietà poi però, a volte, ci dimentichiamo, come ente pubblico di fare lo stesso. Ringrazio quindi la Fondazione, il presidente Federico Piersanti e tutto il Consiglio di amministrazione per aver fatto un primo passo nel volere mettere fine a questa brutta pagina della nostra comunità. Da sindaco mi auguro di poter vedere l’inizio dei lavori prima della conclusione del mio mandato. Per questo massima disponibilità nel condividere. Andiamo avanti, concretizzando.»matteo-principi-copia
Il complesso di Villa Cesarini, di proprietà della Fondazione “S. Maria Goretti-Servizi alla Persona”, deriva dal lascito testamentario del conte Giacomo Cesarini Duranti Romaldi, avvenuto il 2 gennaio 1933 all’allora Congregazione della Carità. Tuttavia, l’Ente ne entrò in possesso solamente a seguito della morte della consorte, la contessa Marietta, a cui fu riservato l’usufrutto fino alla fine della sua esistenza. Ad oggi la proprietà è stata sottoposta a diversi percorsi di analisi, volti all’individuazione di una destinazione d’uso dell’intero compendio, fino ad approvare, all’inizio degli anni 2000, l’elaborazione di un progetto di recupero con concreti elementi di fattibilità, il quale, però, non riportò il giudizio favorevole del Consiglio Comunale di Corinaldo. Quella fu l’ultima vera progettazione inerente al recupero dell’immobile e delle sue pertinenze anche se, successivamente, ci sono stati ulteriori momenti di riflessione su altre ipotesi di impiego.»

L’attuale Amministrazione della Fondazione “S.Maria Goretti-Servizi alla Persona”, fin dal suo insediamento avvenuto il 18 luglio 2017, d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Corinaldo, ha riaperto il dibattito sulla ricerca della più opportuna destinazione d’uso del complesso di Villa Cesarini e lo ha fatto partendo dall’analisi dei bisogni del territorio, avviando, innanzi tutto, un tavolo di concertazione con il Comune stesso, l’Ambito Territoriale Sociale n. 8 di Senigallia e la Regione Marche. Dal lavoro dei rappresentanti delle realtà coinvolte, è emersa la proposta di destinare la struttura, nel suo complesso, all’accoglienza di servizi dedicati alla popolazione fragile affetta da gravi forme di disabilità. Di conseguenza, sono scaturiti una serie di documenti ed atti di indirizzo a supporto di tale progettualità, con lo scopo di approfondirne la fattibilità in termini tecnici ed economici, affinché si possa offrire una risposta seria, professionale ed adeguata a coloro che formulano la domanda di tale prestazione assistenziale.

villa-cesarini-1Per le sue caratteristiche e dimensioni, il complesso di Villa Cesarini risulta essere, inoltre, un’opportunità per la risoluzione ai problemi strutturali della Casa Protetta per disabili di Corinaldo, costituendo un sito interessante per il trasferimento dei 13 posti letto attualmente presenti nella Residenza sopra citata ed un’occasione di ampliamento del servizio per ulteriori 7 posti letto, poiché in grado di accoglierne ben 20 in riferimento normativa regionale competente in materia.
Tale intervento comporterebbe il successivo graduale recupero dei 4.50 ha di parco che circonda la struttura e la casa del custode.

Un altro sostanziale elemento a supporto del percorso proposto è dato dai consolidati equilibri di bilancio degli ultimi esercizi della Fondazione “S. Maria Goretti-Servizi alla Persona”, capaci di fornire ragionevole certezza sulle capacità economiche dell’Ente di affrontare l’investimento di recupero della proprietà.
Oggi, a Corinaldo, grazie all’impegno profuso nel lavoro di identificazione della migliore soluzione d’uso per Villa Cesarini, in relazione alla domanda emersa dal nostro territorio e delle reali condizioni di fattibilità, abbiamo l’opportunità di divenire ancora più prossimi ai fabbisogni individuali delle persone fragili, alle quali dobbiamo necessariamente garantire una risposta responsabile e concreta, migliorare la loro condizione di vita e favorire il percorso terapeutico attraverso un’offerta di servizi migliori.
federico-piersanti-presidente-fondazione«Come Fondazione, appena insediati, nel 2017, abbiamo iniziato a lavorare su come poter far rinascere Villa Cesarini- le parole del presidente Federico Piersanti-Il primo tentativo riguardava l’alienazione del bene ma l’acquirente ha presto rinunciato alla Villa per via dell’iter burocratico troppo lungo a cui come Ente siamo tenuti. Quindi ci siamo messi a tavolino con gli organi sopracitati, per individuare i fabbisogni del territorio e siamo arrivati a condividere un progetto principale che riguarda la creazione di un polo assistenziale per le persone con disabilità, con particolare attenzione ai casi gravi; a questo, verrà poi collegato lo sviluppo di un’altra struttura ancora in fase di definizione, ma sempre legata a servizi riguardanti le persone con disabilità.»

Conclude: «Un impegno grande, uno sforzo enorme per la Fondazione, ma ci sono tutti i presupposti per realizzare il progetto in tranquillità. Il 2021 è l’anno della progettazione e della definizione chiara e puntuale di Villa Cesarini attraverso una condivisione seria e partecipata, con elementi di concretezza e volontà anche da parte del Consiglio comunale di portare avanti insieme il lavoro; vorrei ricordare infatti che, quando la Fondazione è stata privatizzata, la Giunta ha dato vita a una delibera dove viene sottolineato l’accordo politico di condividere la progettazione di Villa Cesarini con il Comune stesso.»

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