Cari amici,

mentre il 2020 sta volgendo al termine vorrei condividere con voi alcuni pensieri.

Quest’anno particolare ha impresso un segno profondo nelle nostre memorie, ci lascerà il ricordo di un tempo vissuto interamente all’ombra di un virus, il Covid; un essere così minuto, invisibile, impalpabile, ma quanto mai evidente nelle nostre giornate. Ci ricorderemo di un anno di limitazioni alle normali libertà quotidiane, di pesanti restrizioni, di provvedimenti continui e, a volte, confusionari. Pensando al 2020 faremo memoria del dolore che ha generato, della sofferenza, dell’ansia e persino della morte solitaria di tante, troppe persone.

Ebbene, un essere microscopico è stato capace di tenere un mondo intero in ostaggio per un anno e noi, gli onnipotenti umani, ci siamo fatti trovare impreparati!

L’esperienza vissuta deve necessariamente farci riflettere e spronarci a rivedere i pilastri su cui è costruita la nostra società.

Innanzi tutto abbiamo capito che esiste un limite, una soglia che la natura pone alle nostre vite e con la quale dobbiamo confrontarci. Abbiamo avuto l’occasione di riconsiderare l’essenzialità dell’esperienza umana e di riscoprire che le piccole cose quotidiane sono l’origine della felicità. C’è stato svelato il valore delle relazioni umane, da quelle familiari a quelle amicali e, magari, c’è stata data l’opportunità di riorganizzare anche qualche aspetto distorto della nostra vita sociale.

Questo virus ha, poi, mostrato tutta la fragilità di un mondo costruito su un’idea di economia meramente profittevole e consumistica.

Fin da oggi, ciascuno di noi ha la responsabilità di scardinare questo meccanismo e riprendere a gettare le basi per una società più equa, giusta e solidale; una società capace di porre attenzione alle fragilità (fisiche, psichiche, esistenziali); c’è stata offerta l’occasione per riscoprire che la scuola pubblica, la sanità pubblica e le prestazioni connesse, i servizi alla persona e tante altre prestazioni offerte da questo Paese sono elementi preziosi da far crescere e non più bersaglio di provvedimenti che ne minano la loro dignitosa sopravvivenza.

Quest’anno, forse, vivremo un Natale autentico, un momento di vera semplicità. Probabilmente sarà un bene per ciascuno di noi, sia cristiani che di altre confessioni o non credenti. Coglieremo ancora una volta una lezione di vita, di essenzialità e di speranza.

Non lasciamoci sfuggire, quindi, una preziosa occasione di meditazione per far sì che emergano le componenti necessarie per ricostruire una società differente, per affrontare una rinascita sociale, sanitaria, culturale, lavorativa, imprenditoriale, ecologica, artistica e di numerose altre cose. Una società che rigetti l’obiettivo esclusivo del profitto, ma renda l’economia lo strumento per raggiungere gli scopi reali di una comunità (l’accesso equo ai servizi, il lavoro, l’uguaglianza dei diritti, la giustizia sociale, la garanzia per tutti di realizzare le aspirazioni personali, ecc…).

Insomma, il 2021 sia un anno di ricalcolo della meta verso cui vogliamo dirigere la nostra società. Una luce importante si vede dal tunnel in cui il virus ci ha condotto, ovvero i vaccini che speriamo arrivino presto per tutti. Dobbiamo avvertire il desiderio comune di rifondare la nostra comunità. Siamo cittadini intelligenti, inventivi, forti e, sono certo, che anche stavolta troveremo una soluzione originale, all’italiana.

A tutti voi, cari auguri di buon Natale e sereno 2021!

Un augurio sincero e sentito a tutti gli operatori della nostra preziosa Residenza per Anziani “S. Maria Goretti” che ogni giorno si dedicano con solerzia al loro servizio!

Federico Piersanti